L'attività di Candy negli elettrodomestici incomincia nel 1945, quando Enzo, uno dei tre fratelli Fumagalli, torna a casa, a Monza, dagli Stati Uniti, dove era stato prigioniero di guerra, con l’idea di una lavabiancheria. Niso, suo fratello, che aveva avviato con il padre Eden una piccola officina meccanica, ha l'intuizione di puntare sugli elettrodomestici. Peppino, il più giovane dei fratelli, si incarica di costruire la struttura amministrativa e gestionale di un’industria destinata a crescere.
Fin dagli inizi, le lavabiancheria Candy sono pensate per le esigenze della famiglia italiana, in cui vanno crescendo la domanda di ridurre la fatica dei lavori domestici e la voglia di benessere.
Nelle Officine Meccaniche Eden Fumagalli vede così la luce il Modello 50, la prima lavabiancheria italiana per la casa: ha vasca in alluminio e mangano per strizzare la biancheria. Costruita la prima lavabiancheria, bisogna pensare a un nome che sia facile
Viene notato un refrain (allora si chiamavano così) che qualche operaio fischietta in fabbrica: “Candy, oh Candy” è un hit arrivato dagli Usa, le cui parole sono tradotte da Enzo per tutti gli altri. E’ una musica che prende, una parola che ha soltanto significati belli. Detto, fatto: diventa il nome del prodotto, il brand e il nome dell’azienda. Il successo delle lavabiancheria e la sua rapida diffusione fanno rapidamente abbandonare la dizione inglese per un’italianissima interpretazione del “si legge come si scrive”. Candy, detta con la “a”, è pronta al suo lungo viaggio: per ora, sono 60 anni.